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Smart Home e Cybersecurity

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La sicurezza informatica delle reti domestiche e i dispositivi Smart Home: siamo veramente al sicuro?

Il 2019 in Italia è stato segnato da un boom esponenziale di consumo nell’ambito di quei dispositivi tecnologici chiamati smart home o assistenti vocali, ovvero dispositivi che rendono luoghi come la casa o l’ufficio, intelligenti e che, attraverso semplici comandi vocali automatizzano alcune azioni quotidiane (accensione delle luci, apertura e chiusura di porte, accensione di altri dispositivi e molto altro) tutto tramite App. Questi dispositivi hanno l'obiettivo di migliorare la nostra qualità della vita all’interno delle mura domestiche e in alcuni casi di aumentare il risparmio energetico e quindi economico. 

Allo stesso tempo il 2020 è stato l’anno (seppur ancora in corso) cha ha visto l’Italia connessa molto più che in passato, questo ha portato in evidenza, ancora di più, la necessità di avere una forte sicurezza di reti informatiche. Non a caso è stato molto importante amplificare la connessione tra cybersecurity e smart working, con l’introduzione della tecnologia end to end sulle applicazioni come Google Meet e Zoom, che hanno avuto un exploit formidabile nella gestione del lavoro da casa. 

In questo articolo ci chiederemo se dispositivi come Alexa, garantiscono la sicurezza informatica dei nostri dati e nell’eventualità si potrà approfondire anche con il nostro precedente articolo “come difenderci dagli attacchi informatici” per avere notizie più accurate in merito. 

La sicurezza informatica e le problematiche delle SmartHome

La sicurezza informatica è un settore poco conosciuto al di fuori degli addetti ai lavoro, tuttavia avete sicuramente sentito parlare Cybersecurity e delle vulnerabilità delle reti soprattutto per le aziende, ne abbiamo già parlato nell’articolo sulla sicurezza informatica delle aziende, ma in realtà oggi ci chiediamo cosa succede per le reti informatiche domestiche? Perché è importante essere consapevoli del fatto che neanche noi privati siamo immuni da attacchi di criminali delle reti internet.

Il caso Alexa un problema di privacy

In questi mesi vi sarete sicuramente trovati davanti ad una smart home, a casa di amici o semplicemente ai grandi magazzini, se non addirittura ne avete già uno in casa - è stato uno dei regali di Natale più gettonati del 2019! - ma mai avreste pensato che questo dispositivo così comodo e simpatico, potesse ledere la vostra privacy e i vostri dati per essere alla mercé di hacker che limitano la vostra sicurezza informatica e non solo. 

Già a dicembre 2019 uno studio aveva messo in luce alcune problematiche, basandosi su un caso di conversazioni private “spiate” da Alexa, infatti l’assistente vocale di Amazon di un utente, per un errore, sarebbe entrato nei messaggi registrati di un secondo utente, ma secondo quanto riportato da alcune testate americane si è trattato di un errore, appunto: il cliente del dispositivo smart home di Amazon ha chiesto di riascoltare la registrazione delle proprie attività effettuata da Alexa entrando nel secondo dispositivo. Si è fondamentalmente trattato di un errore umano del cliente stesso, tuttavia un errore umano possibile per chiunque nel bene e nel male.

I device collegati alla wifi: il caso delle lampadine smart

Questo spiacevole errore appena descritto non è tutto, infatti la vera problematica con le più gravi conseguenze di intrusione (sia virtuale che poi fisica) si trova con i device che, tramite le applicazioni sono collegati a porte, finestre e per esempio lampadine smart, oggetti vendibili già nel 2017 e oggi collegabili ai vari assistenti vocali per la gestione dei consumi casalinghi.

Si è purtroppo evidenziato che esiste la possibilità di intrusione di criminali informatici capaci di entrare nei device: gli hacker possano inserirsi in una rete per lanciare attacchi sia per reti domestiche, di business o anche reti di smart city. Tuttavia degli studi molto autorevoli, stanno cercando di sferrare contro-attacchi a questo sistema di hackeraggio, ma di fatto si tratta di difesa e non di prevenzione della vulnerabilità delle reti, soprattutto quelle domestiche. 

Come funziona un caso di hackeraggio? L’esempio delle lampadine intelligenti

L’intrusione avviene sostanzialmente fingendo un malfunzionamento delle lampadine così che gli hacker possano risultare “invisibili” all’application utilizzata dall’utente (gestione chiusura/apertura porte, gestione accensione luci etc...) così da entrare nei dispositivi e “comandarli” a proprio scopo. Questa tecnica potrebbe essere purtroppo ben studiata da ladri con capacità di svincolarsi dalla cybersecurity

Protezione delle reti informatiche e decriptazione dei Cryptolocker

Per evitare questa pratica che, con il passare del tempo potrebbe diventare sempre più esponenziale, non ti consigliamo di evitare di rendere la tua casa domotica e comoda, non ti diciamo che dovrai rinunciare all’acquisto di una smart home, sarebbe davvero una sciocchezza! Ti consigliamo invece di informati su come è possibile blindare e proteggere le reti informatiche anche private e domestiche.

Un uso consapevole della rete internet, una protezione adeguata dei tuoi sistemi informatici, ti aiuterà a proteggere la tua famiglia e i tuoi cari, non solo da rapine sui dati sensibili, ma anche e soprattutto da minacce di ladri e malintenzionati che vorranno entrare nella tua abitazione.